Apriscatole per botole di gesso
1 aprile. Eccoli. La motonave è approdata.
Fortuna che questa settimana sono venuti a installarlo. Se non avessi insistito...la sorpresa che mi avrebbero fatto! Bisogna essere determinati, sempre.
Salgono.
Devo andare.
5 aprile. L'uscita segreta nello sgabuzzino è stata la mia salvezza. Hanno iniziato a bussare, mentre m'infilavo la scarpa destra.
- Non oseranno - mi sono detto - buttare giù la porta. Proveranno con le buone, poi faranno la voce grossa.
L'anonimato. Ogni cosa deve svolgersi nel più assoluto anonimato.
Ho indossato il cappotto e ho aperto la porta, quella del passaggio segreto: che gioia vedere la rampa scendere ripida. Avrei riso con tutta la voce che avevo in petto.
La porta ha cigolato.
Avranno sentito?
La tromba delle scale ha esalato un sibilo, un acuto in sordina che mi ha fatto battere il palmo della mano sulla coscia. Un-due-tre/un-due-tre. Non l'ho fatto apposta, è stato più forte di me. Un-due-tre.
Poi una folata ventosa stizzita, perché non ero stato abbastanza prudente. Mi ha sollevato, come il seggiolino di quelle giostre al Luna Park: - Afferrate il ciuffo e vincete un altro giro.
Piano, per favore! - ho detto - tentando di contenere quella forza un po' rozza, che mi stava aiutando. Se quelli fuori avessero capito cosa accadeva, sarebbero corsi all'uscita di servizio a impedire la mia fuga.
Mi libravo su una passatoia invisibile, ariosa e impalpabile.
In pochi attimi ero al fondo delle scale.
Ancora le urla di gioia, isteriche e mute, che strombazzavano al fondo della mia gola.
Adieu. Bye, bye piccole cose che state là fuori. Ebbro e salvato. Giunto alla fine della rampa, mi sentivo un risorto. Avevo camminato anch'io sull'incredibile. Ancora meglio delle acque, che bagnano i sandali.
7 aprile. La portinaia ha fatto scivolare un biglietto sotto la mia porta. Carta a quadretti, strappata malamente da un blocco. La calligrafia è infantile e grossolana.
Egregio condomino,
noi altri ci domandiamo quanto dovremo sopportare ancora intrusioni, come quelle dell'altro giorno. A nome di tutti gli ospiti, persone di rispetto, le chiediamo di:
- far presente alla portineria, che io rappresento, quando invita delle persone;
- comunicarne il numero;
- se le ha invitate, deve anche aprire loro la porta;
- è 'usanza condominia' invitare anche gli altri inquilini dello stabile alle feste.
Teme che non portiamo qualcosa da mangiare?O che ci facciamo gli sbevazzi per nostro conto?
Saluti distinti della condominialità.
8 aprile. Ancora la motonave.
L'allarme installato nel forno ha funzionato. Le idee che ho sono grandiose, non posso fare a meno di compiacermene.
Ho seminato lungo il perimetro esterno del palazzo alcuni rilevatori, bypass a valvola, che rilevano anomalie intorno all'edificio.
La centralina del sistema l'ho collocata all'interno del portello del forno, vicino ai ganci che lo reggono. Il segnale attiva un transistor, che aziona le resistenze. Il portello inizia a traballare, come una dentiera attaccata con poco fissante. Il colore arancio incandescente delle resistenze, fa apparire l'interno del mio forno come una gola infammiata.
Gli ho preparato il mio caldo benvenuto!
Ho preso la mira e ho scaraventato dal mio settimo piano due sacchi da un chilo. Farina tipo O. Lo stesso tipo del mio gruppo sanguigno.
Adieu copertura! Non sarebbero più passati inosservati. Più bianchi di tre fantasmi. La farina ha strappato loro di dosso la scura coperta della missione segreta.
I passanti e i condomini li osservavano, mentre tentavano di non dare nell'occhio. E come avrebbero potuto? Pacche sulle spalle, dovrei dire sul dorso, per ripulirsi velocemente.
Sono fuggiti.
13 aprile. Un accenno al mese in cui questi avvenimenti accadono. Mese di piogge e di animali, che nell'acqua vivono.