a cura di Anna F. Dal Dan


Area del disastro
Notizie da New York City

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SPECIALE


New York è una la capitale di molte cose, e anche dell'editoria. Sono molti gli editori specializzati che hanno sede a New York. Molti personaggi dei quali spesso parliamo anche su queste pagine si trovavano a new York l'11 settembre. Un giro di mail è partito dalla rivista Locus per sincerarsi delle condizioni di tutti coloro di cui si aveva notizia che lavorassero o si trovassero a Manhattan. Ecco i resoconti.

11 settembre - Ore 18, Tempo della Costa Est

Locus ha ricevuto numerose e-mail da editori, redattori e agenti di New York City, fra cui Ellen Datlow, Eleanor Lang, Ginjer Buchanan, Susan Allison, Laura Anne Gilman, Shelly Shapiro, Patrick Nielsen Hayden, Russ Galen, Chris Lotts, ed altri, tutti che riferivano di stare bene.

Coleen Lindsay, della Ballatine, riferisce che la maggior parte di coloro che vivevano nell'isola di Manhattan sono andati presto a casa, mentre gli altri hanno atteso sul posto di lavoro che i ponti e i tunnel che conducono fuori dall'isola venissero riaperti. Consiglia a tutti di non cercare di telefonare a New York: non solo i soccorritori hanno bisogno delle linee, ma molto dell'equipaggiamento necessario al funzionamento della rete telefonica è perito con il World Trade Center, danneggiando sia le linee fisse che il collegamento con i cellulari. Coleen Lindsay conclude:

Grazie per esservi preoccupati - siamo tutti molto scossi, molto confusi, e molto molto tristi. E' difficile rendersi conto di quanto è successo, fino a che non si guarda il profilo di New York e non ci si rende conto di quanto sembra strano e sbagliato. Questa mattina ci è sembrato di vedere la fine del mondo in diretta tv. Sembrava tutto così... fantascientifico.
Richard Curtis scrive:

Siamo sotto shock ma faremo del nostro meglio per continuare a lavorare e tenerci su di morale l'uno con l'altro. Il fatto che i vostri pensieri e le vostre preghiere siano con noi ci conforta immensamente. Manhattan è davvero un'isola e ci fa sentire meno isolati ricevere messaggi da amici lontani, che si preoccupano per noi.
Andremo avanti. Se siamo sopravvissuti all'acquisto della Time Warner da parte di AOL e della Random House da parte della Bertelsmann, possiamo sopravvivere a qualunque cosa.
Betsy Mitchell riferisce, dal luogo della tragedia:

a Warner Books si trova nel Rockfeller Center, nell'edificio della Time-Life, e dopo che il Pentagono è stato colpito l'edificio ha cominciato ad assumere l'aspetto di un possibile bersaglio, per cui alle 10.45 circa il presidente della compagnia ci ha detto che se volevamo potevamo andare a casa. Purtroppo, con tutti i ponti e i tunnel chiusi, molti di noi non avevano modo di arrivare a casa. Fra questi c'ero anch'io: non c'era modo di arrivare a Brooklyn se non camminando, e non ero pronta a farlo ancora. D'altra parte, nessuno di noi riusciva a lavorare; non facevano che guardare le televisioni che avevamo in ufficio, e farci prendere dal panico. E così finalmente un'amica che stava a Manhattan ha ospitato me e Sara Ann Freed, il capo della Mysterious Press, a casa sua.
Di solito si impiegano qualcosa come 25 minuti per fare il miglio che separa l'ufficio della casa della mia amica; con migliaia e migliaia di persone in strada ci è voluto molto di più. Ci siamo fermati a fare la spesa da un alimentari dove la cosa andava dalla cassa fino in fondo al negozio. Accettavano solo contanti, perché i bancomat e le carte di credito non funzionavano, come i telefoni. Ci è voluta quasi un'ora per pagare. Alla fine siamo arrivate alla casa della mia amica, abbiamo tirato il collo ad una bottiglia di vino e abbiamo guardato il notiziario locale per tutto il giorno. C'erano inquadrature ravvicinate assolutamente terrificanti.

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